Stanotte ho fatto due sogni che avevano a che fare con la morte. Al mio risveglio ero convinta fossero tre ma uno l’ho dimenticato subito.
Ecco il primo: ho sognato che un dottore mi comunicava che alle 17.30 dello stesso giorno sarei morta per un problema al sistema digerente; volevo saperne di più, quindi ho sentito più volte la volontà di contattare il medico ma per un motivo o per un altro non l’ho mai fatto. Durante il sogno mi stavo preparando per quel momento, quindi stavo cercando un vestito nero, però in cuor mio sapevo che non sarei morta perché non mi sentivo così male. Provavo malinconia e nostalgia per la vita ma non avevo paura della morte. Il sogno finisce quando accompagno un mio amico a comprare un libro di appunti scritto da un avvocato (che non era noto per essere corretto nel suo lavoro), poi guardo l’orologio che segna mezzanotte e mezzo, e racconto al mio amico che sarei dovuta morire ore fa e lo faccio con tono divertito.
Ecco il secondo: sto camminando nelle strade del mio paese indossando il mio vestito preferito e a un certo punto sento delle voci femminili dietro di me che si fanno domande su di me, il mio istinto mi dice di scappare, così comincio a correre e loro mi inseguono, giro in una stradina e mi nascondo dietro ad un rudere ma loro sanno che sono lì. Si avvicina a me un ragazzo (che non conosco) e io lo colpisco a morte e mi ricopro del suo sangue. Dopo arriva un suo amico che si vuole vendicare, così comincia una lotta ma alla fine prevale lui che mi colpisce con una specie di martello in testa, cerco di immaginarmi come lui potrebbe vedermi (coperta di sangue e con un buco in testa) così mi tocco il punto dove mi aveva colpita ma a parte poco dolore non sento né il sangue né il “buco” in testa. Credo che fossi consapevole che fosse un sogno ma non potevo controllare cosa stava succedendo. Io cerco di scappare, intanto il luogo dell’accaduto è cambiato, non siamo più nel mio paese ma sul pianerottolo di una specie di b&b. Poi arriva una ragazza bionda con un cane al guinzaglio che vuole fare di tutto per incastrarmi e farmi arrestare tanto da escogitare un piano (che non ricordo).
Cosa potrebbe significare?
(I Sogni Di Margherita)I Vestiti come Identità
Sognare la morte non riguarda quasi mai la fine fisica. In questi sogni, la morte può rappresentare il “rumore di fondo” di un cambiamento interiore che ti turba o che preme per uscire. Tuttavia, in questo doppio racconto c’è un elemento che brilla più della morte stessa: i vestiti.
Non è un caso che, di fronte a una sentenza di morte o a un inseguimento, l’attenzione cada su cosa indosserai o cosa indossi. Nel primo sogno cerchi l’abito nero (ti prepari, vuoi avere il controllo sulla tua immagine anche nel momento estremo); nel secondo indossi il tuo vestito preferito mentre ti senti minacciata da altre donne.
Il vestito qui è la tua armatura: rappresenta la tua identità che non si sgretola, il bisogno di sentirti “giusta” e riconoscibile anche quando tutto il resto — la salute, la legge, la sicurezza — sembra volerti tradire o giudicare.
Quando la Vita “Dimentica” di Finire
Nel primo sogno un dottore ti comunica un orario preciso e una causa precisa: un problema al sistema digerente. Tu, però, non ti senti davvero malata. Provi malinconia e nostalgia per la vita, ma non paura. Questo mix, in psicologia, è tipico dei sogni che raccontano un distacco: non tanto dal corpo, quanto da un periodo, da un ruolo, da un’abitudine, da un’idea di te che forse sta cambiando. Anche molte letture cliniche moderne sottolineano che i sogni “di morte” parlano spesso di trasformazioni, chiusure e ripartenze.
Il fatto che tu voglia richiamare il medico “ma non lo fai mai” è un altro punto chiave. Non è disinteresse: è più simile a una fatica a guardare in faccia una questione. Come quando nella vita reale rimandi una chiamata importante perché temi la risposta, oppure perché una parte di te pensa: “Tanto non è davvero così grave”. Questo non significa che tu stia evitando per forza un problema di salute: può essere anche un dubbio, una scelta, una relazione, un cambiamento che “ti chiama” e che tu rimandi.
Il vestito nero è un simbolo semplice: lutto, ma anche rispetto per un passaggio. In molte culture il nero è “la forma” con cui si accompagna una fine. Qui sembra più un modo per prepararti mentalmente che un segno di terrore.
Poi succedono due cose che spostano il senso del sogno: accompagni un amico a comprare un libro di appunti scritto da un avvocato scorretto, e guardi l’orologio che segna mezzanotte e mezzo, dicendo con tono divertito che saresti dovuta morire ore prima. L’avvocato “non corretto” può rappresentare un’autorità poco affidabile, una regola che non ti convince, oppure la sensazione che qualcuno “scriva la storia” in modo ingiusto. Il libro di appunti sembra un simbolo di versione ufficiale, verbale, memoria, “come viene raccontata la verità”. E il fatto che tu non muoia all’ora prevista, e quasi ci rida sopra, è come una ribellione tranquilla: “Tu non decidi per me”.
Il secondo sogno: inseguimento, sangue, punizione e paura di essere incastrata
Nel secondo sogno tutto è più fisico e più duro. Sei nel tuo paese, con il vestito preferito: cioè con un’immagine di te “giusta”, riconoscibile, forse anche orgogliosa. Poi arrivano voci femminili dietro di te che parlano di te. Questo dettaglio, a livello sociale, è potentissimo: il paese è spesso il luogo del riconoscimento ma anche del controllo, del giudizio, delle voci che girano. Le “voci dietro” assomigliano a quella parte della vita sociale in cui ti senti osservata, commentata, fraintesa.
I sogni di inseguimento sono tra i più comuni e, in molte letture psicologiche, si legano a ansia, stress, o a qualcosa che si cerca di evitare di affrontare. Non è detto che sia “un nemico esterno”: spesso è una pressione interna che prende la forma di persone che inseguono.
Tu scappi, ti nascondi dietro un rudere, ma loro sanno che sei lì. Il rudere può essere un simbolo semplice: qualcosa di vecchio, un pezzo del passato, una protezione fragile. È come dire: “Mi nascondo dietro qualcosa che non regge più”.
Poi accade la scena più scioccante: arriva un ragazzo sconosciuto e tu lo colpisci a morte, ti copri del suo sangue. La scena non è voglia reale di fare male, ma rappresentazione estrema di rabbia trattenuta, di difesa, o del tentativo di “uccidere” una parte di sé che non si sopporta più. Lo sconosciuto, infatti, nei sogni spesso non è “uno qualunque”: è un pezzo di noi che non abbiamo riconosciuto.
Subito dopo arriva la vendetta: l’amico del ragazzo ti colpisce con una specie di martello in testa. Il martello è un simbolo di punizione e sentenza: “hai fatto qualcosa, paghi”. Ma tu ti tocchi e non trovi sangue né buco, solo poco dolore. Questo contrasto è tipico di uno stato particolare: sei consapevole che si tratti di un sogno, ma non lo controlli. Nel Sogno Lucido si ha la consapevolezza di star sognando ma non significa per forza “essere in grado di comandare tutto”.
Il cambio di luogo è molto significativo: dal paese al pianerottolo di un bed and breakfast, cioè una casa temporanea per ospiti. È una scena di passaggio: non sei più “a casa tua”, sei in un posto dove si entra e si esce, dove le identità sono più fragili. È come se il sogno dicesse che ciò che ti preoccupi è solo una fase di passaggio.
Infine arriva la ragazza bionda con il cane che vuole incastrarti e farti arrestare. Questa figura sembra un archetipo dell’accusatrice: la parte che ti incolpa, che vuole prove, che vuole la condanna. In molte interpretazioni popolari si trova la paura di essere giudicati per qualcosa che non corrisponde a come ci sentiamo davvero, oppure la paura che un errore venga ingigantito.
Come si legano i due sogni?
Visti insieme, i due sogni sembrano una sequenza. Nel primo c’è una sentenza “medica” con un orario preciso, ma tu senti che non è vera e alla fine ci scherzi. Nel secondo c’è una sentenza “sociale e morale”: voci, inseguimento, sangue, punizione, tentativo di incastro. È come se la notte avesse messo in scena due tribunali diversi.
Nel primo sogno l’autorità è il dottore: parla del corpo, della pancia, della digestione. La pancia, nei sogni, è spesso il luogo di ciò che “non si digerisce”: emozioni, parole, situazioni. Il sogno può usare il sistema digerente come immagine semplice di una cosa che ti resta dentro e che non riesci a elaborare bene.
Nel secondo sogno l’autorità è il gruppo: le voci, la vendetta, l’accusatrice. Qui non è più “morire” ma “essere colpevole”, essere vista come pericolosa, essere portata via. Se nella vita reale c’è un tema di reputazione, di giudizio, di paura di essere fraintesa, questo sogno lo amplifica in modo estremo.
Archetipi e allegorie principali
Il medico è l’archetipo dell’esperto e del destino: la parte che vuole risposte nette, diagnosi, certezza. Quando appare e dà un orario, spesso rappresenta il bisogno di controllo o, al contrario, la paura che la vita sia fuori controllo.
L’orologio è l’allegoria del tempo che scorre e delle scadenze. Il passaggio dall’orario previsto alla mezzanotte e mezzo, con tono divertito, può indicare una tua capacità di ridimensionare la catastrofe: una parte di te dice “non mi faccio schiacciare”.
L’avvocato scorretto e il libro di appunti parlano di verità e versioni. È il tema del “come viene raccontata la mia storia”: chi decide cosa è giusto, cosa è vero, cosa merito.
Le voci femminili dietro sono l’archetipo del giudizio sociale: chi parla di te senza che tu possa rispondere. Nel paese questo è ancora più forte perché il paese è spesso sinonimo di “tutti sanno”.
Lo sconosciuto ucciso può essere l’ombra: una parte di te che “viene eliminata” con forza perché fa paura o perché è “di troppo”.
Il sangue è l’allegoria della colpa e delle conseguenze. Anche quando nel sogno non senti il buco in testa, il sangue addosso resta come segno: “qualcosa è successo”.
Il martello è la punizione e il verdetto. La mancanza di ferita, però, dice anche un’altra cosa: magari temi la condanna, ma dentro senti che non sei “rotta”, che non sei davvero quella che ti accusano di essere.
Una lettura psicologica complessiva, semplice e realistica
In entrambi i tuoi sogni c’è un tema di controllo e di giudizio. Nel primo sogno il controllo passa dal medico (autorità) al tuo sentire interno (non sto così male) e si chiude con ironia, quasi come una liberazione. Nel secondo sogno il giudizio diventa inseguimento e processo: prima le voci, poi il sangue, poi la punizione, poi l’incastro.
Se nella vita reale stai vivendo un periodo in cui ti senti osservata, valutata, o in cui temi di essere etichettata da altri, il sogno lo mette in scena con forza. Se invece c’è una questione più interna, come rabbia trattenuta o una scelta difficile, il sogno può far apparire l’ombra: quella parte che di giorno controlli e che di notte si presenta senza filtri.
Il fatto che tu sia “un po’ lucida” ma senza controllo è coerente con ciò che viene descritto anche nella ricerca: la lucidità può esserci, ma il controllo può essere parziale. E quando il sogno è pieno di minacce e inseguimenti, alcune teorie e studi parlano di una mente che simula pericoli, come allenamento emotivo, anche se le prove scientifiche su questa funzione sono miste.
Sogni come capitoli
Ci sono delle analogie profonde che collegano i tuoi sogni precedenti che abbiamo analizzato.
Le figure femminili e il peso del giudizio. In ognuno di questi sogni c’è un elemento di disturbo che arriva dal mondo femminile. Prima le signore anziane che volevano rallentarti, poi le voci che mormoravano alle tue spalle nel paese, e infine la ragazza bionda che cercava di incastrarti. Queste figure sembrano incarnare un “senso del dovere” o un giudizio sociale che senti premere su di te. È come se il sogno ti mettesse in guardia: ogni volta che provi ad affermare chi sei (indossando il tuo vestito preferito o andando verso un evento), c’è una parte del mondo esterno che prova a frenarti o a farti sentire in colpa.
L’evoluzione del Cane: dall’istinto alla minaccia sociale Anche il cane è un simbolo che ritorna e si trasforma. Nel primo sogno era un istinto libero che ti mordeva la mano, quasi a bloccare la tua capacità di agire. Nell’ultimo sogno, invece, il cane è al guinzaglio: non è più un pericolo selvaggio, ma è diventato lo strumento dell’ennesima donna che vuole incastrarti. Questo indica che la tua paura si è spostata: non temi più tanto il tuo istinto, quanto il modo in cui gli altri potrebbero usarlo contro di te per giudicarti.
La tua invulnerabilità: la scoperta più preziosa C’è però un dettaglio che ci ha colpito più di tutti: tu non senti mai il dolore che gli altri si aspettano.
- Nonostante i morsi del cane, hai continuato a camminare.
- Nonostante la diagnosi del medico, non ti sentivi malata.
- Nonostante il colpo di martello e il “buco” in testa, toccandoti hai scoperto di essere intatta.
Il mondo esterno può darti una scadenza, può inseguirti, può persino provare a colpirti, ma la verità è che dentro di te c’è un nucleo che resta integro. La tua capacità di ridere di una morte mancata a mezzanotte e mezza è la prova che hai smesso di credere alle “sentenze” degli altri.

Ciao sono tornata, oggi con un altro sogno violento che mi ricorda gli ultimi che ho fatto…
Ho sognato di “accogliere” (non ricordo se fosse un accogliere per dare aiuto o più un “rapire” contro la volontà, credo più la seconda) un capriolo nella mia fattoria (in quel momento ho visto luoghi reali) ma da subito ha cominciato a dare problemi: inseguiva le persone, fino ad entrare in casa (la casa non è la mia vera casa ma un luogo molto grande e cupo) e a cercare di uccidere me e la mia famiglia del sogno. Infatti questo capriolo che a volte aveva sembianze umane prova ad avvelenarci con delle erbe ma senza successo (inoltre mi inseguiva spesso per uccidermi credo e mi costringeva a nascondermi da lui), così, stanca di questi tentativi di eliminarci, decido che è arrivato il momento di uccidere questo “animale” ed escogito un piano.
Lo chiamo e quando esce dal suo nascondiglio ha sembianze umane (è poco vestito, di nero e a qualche catenella addosso), provo a parlarci ma lui comincia a scagliarmi addosso dei coltelli ma senza colpirmi.
Alla fine un altro personaggio (che dovevo essere io, ma è come se mi vedessi dall’ esterno e appare come una ragazza diversa da me fisicamente) prende un arma da fuoco e lo riduce in fin di vita. Qui è una situazione complicata perché la parte di me che guarda da fuori è quasi dispiaciuta per questo fatto, come se fosse convinta che ci sarebbe potuto essere un altro modo invece che ridurlo in fin di vita…
Tutta la mia famiglia (che in realtà sono persone che non conosco) lo circonda e si avvicina a lui per assisterlo ma non sembra dispiaciuta per la sua morte ma piuttosto sollevata…
Una donna che nel sogno doveva essere la madre di qualcuno si scopre che conosceva in passato, quest’uomo, che mentre è in fin di vita è vestito da poliziotto…